28 giugno, 2009 - Segnalo ‘un breve articolo di Simon Nixon, sul Wall Street Journal, che prendendo spunto da un discorso tenuto ieri dal Governatore di Bank of England, Mervyn King, va al nocciolo di uno dei molti problemi rimasti aperti. Il titolo del resto è: “A universal problem”. Ricorda che i mercati hanno bisogno di regole ma soprattutto di accettare un prezzo ‘realistico’ per il rischio. Finché questa necessità non sarà riconosciuta in tutta la sua portata, non si riuscirà a fare il passo più importante: e cioè ricapitalizzare le banche in misura adeguata alle esigenze di un’economia globalizzata.
Ed è proprio questo uno dei temi su cui pone l’accento King. Per chi ha fretta, ho estratto (Download Mervyn King 17-06-2009) la parte che mi sembra più significativa del suo discorso. King ripropone il problema dell’ “azzardo morale” che consente alle grandi banche universali di giocare sulle garanzie offerte dal sistema di protezione dei depositi per investire la raccolta in operazioni altamente rischiose. E si domanda apertamente se non sia il caso di tornare a una separazione tra banche di credito ordinario e banche di investimento. In pratica il suggerimento è di tornare a un mondo ‘pre’ Glass-Steagal Act. Ribadisce anche che quando una banca diventa ‘troppo grande per fallire’ questo significa che è diventata ….troppo grande. Riguardo al primo punto, confesso che anch’io mi sono spesso domandato come mai non si è mai pensato di ripristinare la vecchia distinzione della legge Glass-Steagal. E anche per il secondo punto, ammetto di nutrire una convinzione quasi ‘ideologica’ che il gigantismo sia – non solo per le banche – la base per una gestione inefficiente (oltre che monopolistica) dell’attività. Risponde a entrambe le riflessioni Paul Krugman, sul suo blog, spiegando perchè, secondo lui, un ridimensionamento delle grandi banche e un ritorno al passato sono praticamente impossibili. E sarebbero probabilmente inefficaci. E’ convincente ma il problema di un’adeguata identificazione e del costo di copertura dei rischi ‘sistemici’ resta irrisolto.
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